Nella giornata di ieri, il presidente di Op del Pesce Claudio Pedroni è intervenuto presso l’ ottava Commissione del Senato della Repubblica in occasione della discussione del Disegno di Legge 1624, Disegno di Legge per la Valorizzazione della risorsa Mare. Pedroni è intervenuto per chiedere che l’acquacoltura venga inserita in modo esplicito nel provvedimento, sottolineando l’importanza strategica del settore e delle prospettive di crescita che può avere per il Paese. L’incontro ha rappresentato un’occasione significativa per evidenziare ai legislatori il ruolo centrale che il settore agricolo a mare può assumere nello sviluppo economico, occupazionale e nella gestione sostenibile delle risorse, alla luce delle dinamiche internazionali e delle sfide ancora aperte in Italia.

Nel suo intervento, Pedroni ha evidenziato come l’acquacoltura rappresenti il comparto alimentare con il più alto tasso di crescita al mondo, un trend confermato anche a livello europeo. Tuttavia, l’Italia, pur essendo il primo mercato di consumo ittico in Europa, non riesce a esprimere il proprio potenziale produttivo a causa di un limite strutturale: la scarsità di concessioni demaniali marittime destinate agli impianti di allevamento.

Attualmente nel nostro Paese sono operative solo 19 concessioni, un numero estremamente ridotto se confrontato con altre realtà europee come la Grecia, che ne conta 320. Questo squilibrio limita fortemente la capacità italiana di sviluppare una filiera competitiva, innovativa e capace di generare valore economico sul territorio.

Pedroni ha sottolineato come il Disegno di Legge 1624 possa rappresentare un punto di svolta strategico, perché consentirebbe di semplificare e ampliare l’accesso agli spazi marini dedicati all’acquacoltura. Ciò favorirebbe non solo la crescita del comparto, ma anche l’occupazione nelle aree costiere in cui operano le concessioni.

    Un ulteriore aspetto messo in evidenza riguarda la sostenibilità. Il Ministero dell’Agricoltura ha recentemente introdotto la certificazione Acquacoltura Sostenibile, riconoscendo ufficialmente l’impegno del settore verso pratiche responsabili e compatibili con l’ambiente.

      Per questo, secondo Pedroni, è fondamentale che l’acquacoltura trovi adeguato spazio nel nuovo quadro normativo: solo così l’Italia potrà colmare il divario con gli altri Paesi europei e dare impulso a un comparto che unisce innovazione, sicurezza alimentare, sostenibilità e sviluppo economico.