L’11 e 12 febbraio 2026 Atene ha ospitato la Technical Consultation on Sustainable Aquaculture Practices, appuntamento internazionale promosso dalla FAO (Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite) e dalla GFCM – General Fisheries Commission for the Mediterranean, in collaborazione con FEAP (Federation of European Aquaculture Producers).

Tra i relatori italiani presenti anche Claudio Pedroni, presidente di OP DEL PESCE e vicepresidente API, intervenuto durante la Sessione 2 dedicata a pianificazione, ambiente e strumenti di gestione (AZA/AMA/EMP), portando all’attenzione del tavolo mediterraneo le criticità e le prospettive di sviluppo dell’acquacoltura italiana.

Acquacoltura sostenibile: il ruolo strategico delle AZA

GAl centro dell’intervento di Pedroni il tema della pianificazione delle Aree Allocate all’Acquacoltura (AZA), strumento fondamentale per garantire uno sviluppo ordinato e sostenibile del settore.

Nonostante gli oltre 8.000 chilometri di costa, l’Italia — è stato evidenziato — è ancora lontana dal pieno raggiungimento degli obiettivi europei di crescita della maricoltura. Per questo è necessario:

  • Individuare nuove aree produttive attraverso una pianificazione strategica;

     

  • Integrare l’acquacoltura nella pianificazione dello spazio marittimo;

     

  • Adottare un approccio ecosistemico basato su dati scientifici;

     

  • Garantire tutela ambientale e conservazione della biodiversità.

     

L’assegnazione delle zone marine destinate all’acquacoltura deve fondarsi sulle migliori conoscenze tecniche, ambientali e biologiche disponibili, utilizzando strumenti previsionali in grado di misurare e monitorare gli impatti delle attività produttive.

Concessioni demaniali marittime: le criticità del sistema italiano

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato le concessioni demaniali marittime per l’acquacoltura, nodo cruciale per la competitività delle imprese italiane.

Pedroni ha evidenziato alcune problematiche strutturali che rallentano lo sviluppo del comparto:

  • Complessità amministrative: Le procedure per il rilascio o il rinnovo delle concessioni possono richiedere fino a 11 autorizzazioni o pareri differenti, con tempi eccessivamente lunghi.
  • Incertezza normativa: La mancanza di chiarezza sulla durata e sul rinnovo delle concessioni genera instabilità e scoraggia gli investimenti a medio-lungo termine.
  • Applicazione della direttiva Bolkestein: È stata sottolineata la frequente applicazione impropria della Direttiva Bolkestein al settore acquicolo, nonostante la natura produttiva e non meramente di servizio dell’attività.
  • Frammentazione delle competenze: La sovrapposizione di responsabilità tra enti locali e autorità competenti crea disomogeneità nei processi autorizzativi.
  • Conflitti di utilizzo dello spazio costiero Industria, turismo, attività portuali, vincoli ambientali e paesaggistici competono per l’utilizzo delle aree costiere e marine, rendendo complessa l’individuazione di nuovi siti.
  • Accettabilità sociale Permane il fenomeno NIMBY, segnale della necessità di rafforzare la comunicazione sul ruolo dell’acquacoltura nella sicurezza alimentare e nella sostenibilità ambientale.

La necessità di un quadro normativo stabile per l’acquacoltura mediterranea

Nel suo intervento alla FAO–GFCM di Atene, Claudio Pedroni ha ribadito l’urgenza di un quadro normativo chiaro, stabile e coerente con le linee guida europee e mediterranee, capace di garantire certezza giuridica agli imprenditori e attrarre nuovi investimenti.

Tra le priorità indicate:

  • Definizione di un sistema equo e trasparente per l’assegnazione delle concessioni;

     

  • Piena attuazione delle linee guida tecniche nazionali, come il documento ISPRA 2020 condiviso con le associazioni di produttori e con la GFCM; tutela del principio di level playing field a livello nazionale, UE e Mediterraneo.

OP DEL PESCE protagonista nel dialogo internazionale sull’acquacoltura

La partecipazione di OP DEL PESCE alla consultazione FAO–GFCM di Atene 2026 conferma il ruolo attivo dell’organizzazione nel confronto internazionale sulle politiche per l’acquacoltura sostenibile.

Il dialogo tra istituzioni, organismi tecnici e produttori rappresenta un passaggio strategico per costruire un modello di sviluppo capace di coniugare:

      • crescita economica,

         

      • tutela ambientale,

         

      • innovazione,

         

      • occupazione nel settore ittico.

         

L’intervento di Claudio Pedroni ha portato all’attenzione del contesto mediterraneo le esigenze concrete delle imprese italiane, ribadendo che solo attraverso pianificazione, certezza normativa e cooperazione internazionale sarà possibile garantire un futuro competitivo e sostenibile all’acquacoltura europea.

Per approfondimenti: 

Sezione pesca e acquacoltura:
👉 https://www.fao.org/fisheries-aquaculture/en/

 Commissione Europea – Direttiva Bolkestein

(Officialmente: Direttiva 2006/123/CE sui servizi nel mercato interno)

Pagina normativa UE:
👉https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32006L0123