Porto Venere
Lo stabilimento

Piscicoltura Portovenere Società Agricola  A R.L. alleva orate e spigole in gabbia galleggiante a Le Grazie di Portovenere in provincia di La Spezia. La produzione annua è intorno alle 300 tonnellate.
Attualmente è in via di definizione una richiesta di Concessione Demaniale per espandere la produzione su un nuovo sito in mare aperto.

L’allevamento consta attualmente di 21 gabbia circolari da 16 m di diametro, 6 gabbie circolari da 22 m, e 18 gabbie quadrangolari da 8 m di lato.
Le gabbie sono ubicate sottocosta e fino ad oggi sono state alimentate in parte manualmente, in parte mediante un sistema di distribuzione automatica del mangime. Attualmente si sta valutando anche la possibilità di utilizzare un’imbarcazione dotata di cannoncino per l’erogazione del mangime.

L’allevamento ha in dotazione 3 imbarcazioni:

Tino”, dotata di gru e utilizzata prevalentemente per le operazioni di pesca e trasporto di mangime e materiale vario;

Maralunga” utilizzata per rimorchi, trasferimento gabbie, semine, alimentazione e trasporto materiali;

Palmaria”, l’imbarcazione più grande, un catamarano in alluminio lungo 13 m con una stazza lorda di 13 ton, dotato di gru, utilizzato prevalentemente per il cambio delle reti, trasporto di materiali pesanti e stoccaggio mangime.

Completa l’allevamento una base a terra, sulla costa prospiciente l’impianto, dove sono installati i silos del mangime (completamente interrati e invisibili dal mare), lo spogliatoio del personale dell’impianto e un box-ufficio dove si trova il sistema di controllo del sistema di distribuzione del mangime.

Lo stabilimento di lavorazione del pesce e gli uffici si trovano nel paese di Le Grazie.
Il pesce appena pescato e immesso in contenitori isotermici in acqua e ghiaccio, viene trasferito in meno di 5 minuti alla banchina del paese, che dista poche centinaia di metri dall’allevamento. Qui viene caricato sul camioncino aziendale, dotato di gru, e trasferito immediatamente allo stabilimento di lavorazione dove tre operatori provvederanno all’incassettamento in base alla taglia, alla marchiatura, pesatura e preparazione delle pedane per le consegne.
Lo stabilimento di lavorazione ha una superficie di circa 80m2 , ed è strutturato in modo da ottimizzare e razionalizzare il flusso del prodotto (entrata dei contenitori col pescato ➔ cernita/incassettamento ➔ marchiatura ➔ pesatura ➔ ghiacciatura ➔ preparazione pedane ➔ uscita ➔ stoccaggio in cella frigo o spedizione.
Il complesso in cui è inserito lo stabilimento di lavorazione include gli uffici, gli spogliatoi del personale, i magazzini per gli imballaggi e materiali vari per l’allevamento, un piazzale per lo stoccaggio delle reti e il parcheggio per i camion frigo.

Località
Portovenere-11

Nella parte più occidentale del golfo di La Spezia si trova lo stupendo borgo di Portovenere, che prende il nome da un tempio eretto in onore di Venere Ericina, in epoca romana, costruito sull’attuale promontorio di San Pietro.

Il paesaggio unico, il porto turistico, gli stabilimenti balneari, le possibilità di immersione negli innumerevoli anfratti creati dal mare sulle scogliere davanti al borgo e sulle isole, rendono Portovenere una delle mete più famose del panorama Italiano. I ristoranti sono stimati per la raffinatezza dei piatti a base di pesce (in particolare i muscoli coltivati nei numerosi vivai), innaffiati con il vino doc delle Cinque Terre.

Il borgo di Portovenere si offre, nelle sue forme pressoché immutate nel corso di 8 secoli, alla vista del visitatore che ne può apprezzare l’ineguagliabile panorama, gli scorci caratteristici e pittoreschi, l’unicità degli antichi portali delle case torri che si allineano strette l’una all’altra sui carruggi e sulla calata. Dare suggerimenti per una visita di questo splendido Golfo appare arduo, bisogna lasciarsi andare alla suggestione della salsedine e dei colori, del volo dei gabbiani, delle rocce ardite, delle testimonianze della storia e dell’arte che ammiccano in ogni angolo del paese.

Tradizione culinaria

Le ricette liguri sono saporite, elaborate e in genere poco dispendiose. Molto diffuso è l’uso delle piante selvatiche che per l’abbondanza delle piogge crescono rigogliose, e la borragine ancora oggi in molte zone sostituisce gli spinaci nel ripieno dei tortelli. Fra le piante aromatiche il basilico è dominante, usato in salse preparate nel mortaio d’influenza saracena, come il pesto alla genovese.

I ripieni caratterizzano da sempre questa gastronomia, dove gli ortaggi vengono mescolati a formaggi e uova come nella torta pasqualina.
Il Rinascimento è certamente un periodo di grande splendore per la cucina genovese, nella città si trovavano botteghe d’ogni sorta, ed i suoi cuochi erano tra i più famosi del tempo, contesi dalle varie signorie. Ancora oggi sono tanti gli elementi comuni fra cucina ligure e catalana, provenzale, portoghese, generati proprio in quell’epoca.
L’autentica cucina ligure iniziò comunque a svilupparsi dopo il ‘700: abbastanza priva dalle massicce influenze francesi, riusci a mantenere un suo preciso carattere mediterraneo, e fu allora che fece la sua comparsa il pomodoro. Questa gastronomia è ricordata in molti trattati antichi, come nel “La nuova cucina economica” di Vincenzo Agnoletti, e tante sono le ricette “di terra e di mare” sopravvissute attraverso i secoli, come la farinata, la mesc-ciua, o la trippa alla genovese (più delicata rispetto a quella di altre regioni perché arricchita di funghi e pinoli).
Insomma, piatti creati utilizzando elementi molto vari, conditi spesso con olio d’oliva, identificanti la storia e la posizione geografica di questa terra, che grazie ad un microclima umido ed eccezionale per il nord Italia, ha una varietà di ortaggi e frutti tale da racchiudere la quasi totalità del coltivabile.

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